26 May 2011

Are we facing a mass extinction?

Scientists have quite different opinions about how fast we are loosing species.


Read a popular article on the New York Times

Read the abstract of the scientific paper on Nature

Cetacean Sanctuary Research: primo turno, CSR-1 (16-22 maggio 2011)

La nuova stagione di campo del CSR è iniziata alla grande! Durante la prima crociera di ricerca, che ospitava gli studenti di Scienze Naturali e Biologia dell’Università di Milano, le condizioni del mare sono state perfette e nelle oltre sessanta ore di navigazione numerosi sono stati gli avvistamenti. Le stenelle striate hanno come al solito fatto la parte del leone, ma non sono mancate le balenottere comuni, che si sono lasciate avvicinare e foto-identificare. A poche centinaia di metri dal porto di Vado ligure, proprio di fronte ai traghetti che vanno e vengono, tre capodogli hanno impegnato ricercatori e studenti nella complessa raccolta dati, che va dalla tecnica della fotogrammetria alla registrazione delle vocalizzazioni, dal campionamento dei ritmi respiratori alla raccolta delle feci. Uno di loro portava dei chiari segni di collisione con una grossa imbarcazione e quando un gabbiano si è posato sul suo dorso lo ha subito scacciato infastidito. Un sera, ormeggiati in baia, l’intero equipaggio è stato allietato dall’incontro con un gruppetto di tursiopi, che nuotavano lenti nelle ultime luci. A chiudere in bellezza la settimana è stato il brevissimo avvistamento di alcuni zifii, che si sono subito dileguati in acque calmissime con una lunghissima immersione.

Francesca, Giulia, Barbara, Alessandra e Sabina

ENGLISH: The very first trip of this season aboard "Pelagos" just ended. The participants were students from the University of Milan. Striped dolphins, fin whales, Cuvier's beaked whales and bottlenose dolphins were sighted. Also three sperm whales were spotted, swimming unusually close to the coast, one of them with scars maybe due to a collision with a ship.


Thank you to a fantastic crew for the opportunity to see cetaceans in the wild, and to know that I was supporting their long term future. Along with so many other amazing animals on our planet they need our support and care to survive. I would recommend this trip to anyone interested in wildlife not just cetaceans. The food, accommodation and people were also an amazing part of the experience. Grazie!

Katy, England

Following link is for participants of this week's expedition, showing the ship's route, pictures of some of the sightings and of some moments of the cruise which were memorable (or even not so...)

Ai partecipanti al turno è dedicato uno spazio con il percorso effettuato durante la settimana, le foto di alcuni avvistamenti e qualche immagine dei momenti da ricordare - importanti e non.

14 May 2011

CSR, Ligurian Sea: researchers ready for the coming field season.

On board of R/V "Pelagos", which is ready to start from Sanremo, Portosole, in the Ligurian Sea, researchers met for a week, as every year, for checking the scientific instrumentation and for defining final details about data collection in the field. The scientific programme for the coming season, which is about to start, will include, among the main topics, fotoID of various species, photogrammetry of sperm whales aimed at estimating lenght and age-classes of individuals. Also the feeding ecology of sperm whales will be studied, by means of acoustic and visual data. Respiration patterns will be monitored in all species; for the ongoing genetic research some microscopic fragment of tissue will be collected by means of a non-invasive skin swabbing technique from Risso's dolphins and pilot whales. Further behavioural studies will target fin whales' feeding habitat. Expeditions will start Monday, May 16th, and will be carried on continuously till September, 26th.
More informations on Tethys' web site.

ITA:
CSR: I ricercatori pronti per la nuova stagione su campo in mar Ligure

Su "Pelagos", già pronta a Sanremo a Portosole, si è svolta in questi giorni la settimana che i ricercatori dedicano ogni anno alla messa a punto finale della strumentazione e dei protocolli di raccolta dati. Il programma scientifico per la stagione che sta per iniziare prevede, tra gli argomenti principali, la foto-identificazione di diverse specie, la fotogrammetria dei capodogli per una stima delle dimensioni e della classe di età degli individui, a cui si aggiungeranno informazioni sull'ecologia alimentare della stessa specie con registrazione dei suoni e monitoraggio del comportamento in superficie. Inoltre verranno registrati gli schemi respiratori di tutte le specie, mentre per gli studi di genetica verrà raccolto, da grampi e globicefali, del materiale microscopico mediante la tecnica non invasiva dello skin swabbing (una sorta di tampone per prelevare poche cellule epidermiche). Ulteriori dati saranno finalizzati allo studio degli habitat alimentari delle balenottere comuni. Le spedizioni con i volontari inizieranno lunedi 16 maggio e continueranno fino al 26 settembre.
Maggiori informazioni sul sito Tethys.

11 May 2011

Finalmente anche uno squalo vale più da vivo che da morto

Non sono cetacei, ma animali molto simili dal punto di vista del ciclo biologico e dell'ecologia (intesa come fruizione dell'ambiente). Purtroppo molti umani li percepiscono come meno accattivanti delle balene e dei delfini, cosa che rende difficile spingere per la salvaguardia di cui avrebbero urgentemente bisogno dal momento che sono in grave declino un po' ovunque.
Finalmente però anche attorno agli squali cresce l'interesse turistico e pertanto economico: possiamo dire che come le balene anche gli squali
valgono più da vivi che da morti. Perlomeno a Palau.
M.J.
Leggi l'articolo di Greenreport

09 May 2011

Unprecedented high number of whales in Antarctica (but it's not necessarily good news).


A record-breaking crowd of humpback whales has been seen in chilly waters near Antarctica, giving researchers a unique opportunity to study the colossal creatures — not to mention a few thrills.
However, scientists warn the unprecedented whale numbers, drawn to the region for all-night feasting on their favored prey, may portend hard times ahead for the region's other residents in an ominous sign of climate change.

read the whole article by A. Mustain, Live Science

04 May 2011

2011 Tethys expeditions in the Ligurian Sea - Crociere Tethys 2011 nel mar Ligure

Tethy's research cruises 2011 in the Ligurian Sea are about to start. Volunteers willing to join can find dates, participation fees and application forms on the Tethys' web site.


Le crociere di ricerca 2011 di Tethys nel mar Ligure stanno per partire. I volontari interessati possono trovare le date, le quote di partecipazione e i moduli per l'adesione sul sito.

Il 5 per mille a Tethys

Il 5 per mille alle balene e ai delfini? Sì: anche se i risultati non sono misurabili immediatamente in termini di benefici per gruppi di persone, o per singoli, cionondimeno sono concreti, perché i cetacei occupano un posto molto simile al nostro nel mare: finché vivranno vivrà il loro ambiente - che è anche il nostro.
Il 5 per mille non è un costo aggiuntivo: basta inserire nella apposita sezione della dichiarazione dei redditi il codice fiscale dell’Istituto Tethys: 08241630154
Per maggiori dettagli clicca sull'immagine oppure qui

03 May 2011

Abbiamo mangiato l'ultimo pesce italiano

Nelle prossime settimane diversi Stati Membri dell’UE raggiungeranno il loro “Fish Dependence Day”, il giorno della dipendenza dal pesce importato. Dal giorno successivo dipenderanno dai prodotti ittici provenienti da acque non-europee. Il Fish Dependence Day per l’UE è il 2 luglio 2011. Per l'Italia invece il triste primato è arrivato anche prima: dal 30 aprile l’Italia già dipende dal pesce proveniente da altri mari.
Il dossier Fish Dependence Day: la crescente dipendenza dell’UE dal pesce proveniente da acque non-europee presentato da nef (new economics foundation) e OCEAN2012 rivela che l’Italia sta consumando molto più pesce rispetto alla produzione nazionale e dipende dai prodotti ittici provenienti da altri mari.
“L’Italia è sempre più dipendente dal pesce proveniente da altri mari. Le catture sono in declino e gli studiosi avvertono che il 54% dei 46 stock ittici Mediterranei esaminati sono sovra sfruttati. - ha dichiarato Aniol Esteban di nef/OCEAN2012 e co-autore del rapporto - Mentre il consumo di prodotti ittici rimane invariato e il divario rispetto alle importazioni cresce sempre di più, lasciando l’Italia con il peggiore squilibrio commerciale di tutti i Paesi Membri. Gli Italiani consumano la stessa quantità di pesce del 1999 ma poiché le catture sono molto diminuite, hanno bisogno di importare il 37% di pesce in più”.
Il rapporto mostra il limite, superato il quale, gli Stati Membri dell’UE importano pesce esportando sovrasfruttamento. Sebbene gli stock ittici siano una risorsa rinnovabile, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea noi preleviamo pesce dai nostri mari molto più velocemente rispetto ai tempi di ripopolamento – e quindi dobbiamo andare altrove a procurarci altro pesce.

Leggi di più sul sito Ocean 2012 (che contiene anche il rapporto completo, in inglese)

02 May 2011

Pesce d'aprile. Anzi balenottera.


Per un attimo ci ha fatto rizzare i capelli in testa questo gustoso scherzo d'aprile del giornale "La Riviera" ai "danni" dei cetacei del Santuario...
Scarica il pdf con l'articolo

19 April 2011

The unlikely tourist whale


We could compare it to the sight of a kangaroo hopping across an olive grove in Tuscany, or to the appearance of a penguin in the Venice Lagoon. The morning of 8th May 2010 a whale was spotted in front of Jaffa. Whales are not rare in the Mediterranean Sea, but their presence in the Levantine Sea is unusual. And this one was a very special whale; the grey mottled colouration and the shape of its back and tail were unmistakeably those of a California grey whale, a species which is not at all living in the Mediterranean.

An article by Tethys' President Giuseppe Notarbartolo di Sciara: read more

18 April 2011

Mediterranean fin whales' life history

A new article about Mediterranean fin whales, by former Tethys' student, Massimo Arrigoni, coauthored by Tethys' vice president Simone Panigada:

Life-history tables of the Mediterranean fin whale from stranding data
Massimo Arrigoni, Piero Manfredi, Simone Panigada, Lorenzo Bramanti & Giovanni Santangelo

Marine Ecology 32 (Suppl. 1) (2011) 1–9 2011 Blackwell Verlag GmbH - ISSN 0173-9565

The conservation of long-lived species requires extensive, in-depth knowledge of their population structure and vital rates. In this paper we examine the structure of the Mediterranean fin whale (Balaenoptera physalus) population based on the available mortality figures from European stranding network databases compiled over the past 22 years. Such data has enabled us to lay out a first life-history (mortality) table of the population using a simple age-structured demographic model with three life-tables: calf, immature and mature.
Our results reveal a high mortality rate in the first stage of life (77% per year), which decreases during the immature stage and falls further during the mature adult stage. In addition, we have calculated the corresponding life expectancies at birth (e0), at entry in the immature stage (e1) and at maturity (e2) under different hypotheses on survival at the maximum age of 90 years (s90) ranging between 0.1 and 3% of newborns still alive. The life expectancy at birth (e0) at
the lower bound of the chosen range (s90 = 0.001) is about 6 years, entry in the immature stage (e1) is 8.2 years, and entry in the mature stage (e2) is about 15.6 years. This large increase is the consequence of the higher mortality in the first two stages compared with the mature one. The life expectancies are 10.1, 14.3, and 37.8 years for s90 at the upper bound of the chosen range
(s90 = 0.03). The resulting population intrinsic growth rates (r) ranged between)1.3. and +1.7 per year. High juvenile mortality patterns imply that the stationary reproductive value (the number of female offspring produced by each female after a given age x) at the start of maturity reaches a value about seven times higher than at birth. Only optimistically high survival patterns of older individuals would allow positive intrinsic growth rates, thereby enhancing the chances of the population survival.

15 April 2011

Strong action needed for a "blue economy"


Protected areas on the high seas are an essential component of a “blue” version of a “green economy” that seeks to ensure ecologically sustainable fisheries, the conservation of biological diversity and the maintenance of vital ecosystem services such as oxygen and natural carbon storage for the benefit of present and future generations.
In a briefing for the 12th Meeting of the United Nations Open-ended Informal Consultative Process on Oceans and the Law of the Sea (ICP), the members of the newly formed High Seas Alliance, among which is also Tethys, whose mission is to conserve the world's high seas, urge States gathering in New York from 20 to 24 June 2011 for the 12th meeting of the ICP to recommend strong, bold actions, in light of the multiple threats and increasing impacts facing the high seas.
Specifically, States should recommend that the UNCSD at Rio+20 convenes an intergovernmental conference under United Nations auspices on strengthening high seas governance.
Read the whole document

13 April 2011

Il delfino morto in laguna di Venezia: un'agghiacciante bravata?


Trovato morto con un foro di proiettile sulla piccola spiaggia del "Bacan", frequentata, la domenica, dai diportisti: questa la tragica fine che ha fatto un delfino, trovato nella laguna di Venezia il 31 marzo scorso. Si tratta di un tursiope, praticamente l'unica specie che si trova in Adriatico - un adulto lungo poco meno di 3 metri. E se molto spesso è difficile o impossibile stabilire le cause della morte di un cetaceo spiaggiato, in questo caso la dinamica è apparsa chiara agli esperti del Museo di Storia Naturale di Venezia, che sono intervenuti al seguito del direttore Luca Mizzan. Un proiettile aveva forato scapola e polmone sinistro: un colpo solo, sparato non molto dall'alto rispetto all'animale. "Così preciso, farebbe pensare a un animale che nuotava lentamente lasciandosi avvicinare da una barca" dice Luca Mizzan. Oppure che si faceva spingere dall'onda di prua, nel qual caso la traiettoria del proiettile si spiegherebbe immaginando che l'animale si fosse girato di lato.
Mizzan ha estratto dal corpo dell'animale il proiettile, a punta conica, rivestito di rame, apparentemente di fucile, forse una carabina semiautomatica di precisione, del tipo utilizzato per la caccia al cinghiale o ai grandi ungulati. Sono, però, pure speculazioni che dovranno eventualmente essere confermate da un esame balistico.
"Il proiettile è penetrato meno di quel che ci si aspetterebbe da un'arma così potente, causando un foro d'entrata irregolare sulla scapola, specifica Mizzan. In questo caso il colpo potrebbe essere stato attenuato dallo strato d'acqua, se il delfino è stato colpito mentre nuotava a 50-100 centimetri sotto la superficie.
Dove può essere avvenuto il fatto? In laguna o in mare aperto? Il colpo non sembrerebbe essere stato immediatamente mortale, e oltre agli ultimi spostamenti dell'animale, possono aver contribuito le correnti trascinando l'animale. La ferita risale infatti a diverse settimane prima del ritrovamento, e il delfino era morto da almeno un mese, come ha stabilito proprio in questi giorni il gruppo di Sandro Mazzariol, veterinario dell'Univeristà di Padova che ha esaminato la carcassa. Sulla quale sono emerse anche tracce di un secondo sparo, probabilmente sempre da distanza ravvicinata. Altro particolare inquietante, la presenza di un residuo di cima legata intorno alla coda, segno che forse qualcuno ha cercato di occultare il cadavere.
Difficile avanzare ipotesi riguardo al luogo del fatto; da una parte, tenendo conto della corrente, che in alto Adriatico va in senso antiorario, il delfino potrebbe anche provenire dal golfo di Trieste o addirittura dalla Croazia; dall'altra Mazzariol sottolinea che difficilmente la carcassa poteva arrivare fin dentro la laguna solo sospinta dalla marea e dalle onde.
Per completare il quadro, in perfetto stile CSI, le autorità potrebbero ora indagare ulteriormente alla ricerca del colpevole: trattandosi di specie protetta è stata coinvolta la Capitaneria di porto e tutte le altre autorità del caso.
Mizzan termina con una sua personale riflessione: "Se un delfino disturba o si impiglia nelle reti, i pescatori qualche volta gli scaricano addosso quello che hanno, in genere un fucile a pallettoni, prendendolo un po' dove capita, come è successo con un tursiope ucciso due anni fa in Sardegna, a Golfo Aranci. Invece due colpi, precisi, sanno più di tiro al bersaglio. Senza contare che di norma nessun pescatore tiene in barca un fucile da caccia grossa, con cui rischierebbe sanzioni pesantissime, perlomeno in Italia. Sono - tiene a precisare - solo mie personali congetture - e spero di sbagliarmi, ma viene da pensare a una agghiacciante, deliberata bravata."

Un resoconto si trova anche sul sito del Museo di Storia Naturale di Venezia

Maddalena Jahoda

06 April 2011

Hollywood and the truth about ocean decline

Do pristine seas still exist? Can we get them back?
An insightful video by "Shifting Baselines", a partnership between ocean conservation and Hollywood to help bring attention to the severity of ocean decline.

watch the video

Hollywood e la verità sul declino degli oceani: cosa significa "mari incontaminati"? Cosa possiamo fare per gli oceani?
Un video chiaro e incisivo nato dalla collaborazione tra esperti di conservazione marina e Hollywood per attirare l'attenzione sulla gravità del declino degli oceani.

Dolphins vs fishers: who is right?


The following article has become available online:

Dolphins and coastal fisheries within a marine protected area: mismatch between dolphin occurrence and reported depredation

Giovanni Bearzi, Silvia Bonizzoni, Joan Gonzalvo

Aquatic Conservation: Marine and Freshwater Ecosystems (2011)
DOI: 10.1002/aqc.1179

Abstract
1. Dolphins are often blamed for reducing fisheries catches and may be killed in retaliation. Depredation of fishing gear in coastal Mediterranean waters is normally caused by bottlenose dolphins. Economic impact, however, may be modest even within areas of reportedly acute conflict.
2. Boat surveys and interviews were conducted to investigate dolphin occurrence and interactions with fisheries within the 167 km2 Porto Cesareo Marine Protected Area (MPA) in southern Italy. Based on 69 interviews with fishermen using bottom-set trammel and gill nets, there was reportedly a high occurrence of depredation by bottlenose dolphins. Depredation was reported by 92% of the fishermen operating in or near the MPA, and 67% of them claimed an economic cost in excess of ?1000 per year, with a mean reported cost of 2561: a higher impact than in other Mediterranean studies.
3. According to local fishermen, dolphin occurrence and depredation peaked in spring and autumn, coincident with the study's surveys at sea. Dedicated visual surveys totalling 1255 km of effort, however, resulted in no encounters with cetaceans. Information from interviews and boat surveys was therefore contradictory, suggesting that reports of acute depredation do not imply a constant presence of dolphins within the MPA.
4. While depredation in the MPA might be caused by wide-ranging dolphins or incursions occurring overnight, damage may well be overestimated or over-reported. As local fishermen had previously benefited from subsidies, interviews made during this study could be perceived by some as an opportunity to influence future decision-making regarding monetary compensation for the impact of depredation.
5. Evidence from interviews also indicated that species and factors other than dolphins were responsible for part of the damage.

A pdf copy can be obtained from the journal's web site (subscribers only)

ITALIANO: Spesso i pescatori lamentano danni alle reti a causa dei tursiopi. Uno studio condotto nell'area marina protetta di Porto Cesareo mette a paragone le interazioni riportate con gli avvistamenti di delfini in mare da parte dei ricercatori: ne emergono delle discrepanze che fanno pensare che la predazione delle reti da pesca da parte dei tursiopi sia sovrastimata.