19 December 2011
15 December 2011
AUGURI DA TETHYS
Befriend a whale of the Mediterranean and help research and conservation
Fai amicizia con un capodoglio del Mediterraneo e aiuta la ricerca e la conservazione
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Maddalena Jahoda
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13 December 2011
Pescatori per l'ambiente
I pescatori di Torre Guaceto hanno avuto la "nomination" per il Premio Personaggio Ambiente 2011, promosso in collaborazione con greenreport.it, da giornalisti ambientali e scientifici italiani, e riservato a chi ha svolto un ruolo di rilevanza per l'ambiente in Italia.
Il progetto di pesca sostenibile nella Area Marina Protetta di Torre Guaceto, è infatti il felice esperimento realizzato nella località pugliese, che ha valorizzato la piccola pesca tradizionale utilizzando gli attrezzi di pesca meno impattanti.
Al virtuoso progetto aveva dedicato un articolo National Geographic Italia.
Personaggio Ambiente verrà assegnato con una votazione popolare a cui si può contribire previa registrazione al sito.
Foto da: www.personaggioambiente.it
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Maddalena Jahoda
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11 December 2011
All about Mediterranean's sperm whales
On the 17th and 18th of November the 1st International Workshop “Ecology, Behaviour and Conservation of Sperm Whale in the Mediterranean Sea” took place in Ischia (Italy).
Organised by Menkab and Oceanomare Delphis, the meeting was a great occasion to summarise and update the current situation of the species in the Mediterranean Sea.
Mediterranean sperm whales are a unique undivided subpopulation, about which too many crucial information remain unknown.
The Mediterranean sperm whales are classified as Endangered by IUCN, with an estimate of less than 2500 adult individuals and a possible declining trend. Despite the efforts we don’t know about their movements inside the basin, nor the area where they breed.
The workshop brought together researchers from all over the Mediterranean Sea, from Universities and non-profit organisations, with the aim of exchanging vital information and creating new collaborations.
Four of our Tethys collaborators participated to share their experience and knowledge.
The workshop was fruitful and we all hope to come together again in a couple of years for the second run.
Francesca Zardin
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Maddalena Jahoda
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Gli zifii vittime della corsa all'oro nero (e non solo)
è apparsa ieri su "La Stampa" l'intervista a Giuseppe Notarbartolo di Sciara che riportiamo qui di seguito, sul recente spiaggiamento di zifii in Grecia e in Italia.
L’ecologo del mare e quei delfini da salvare
Tra gli ospiti più o meno verdi del tradizionale concerto di Natale chez il presidente onorario del Fai, Giulia Maria Crespi, il signore dei delfini e delle balene m'appare deluso o, meglio, molto arrabbiato. Nulla però a vedere con la manovra Monti. «Sono furente perché degli animali, tutte specie protette dalle leggi, continuano a essere uccisi nel Mediterraneo dai sonar delle navi da guerra ma, soprattutto - fenomeno in forte aumento - dai suoni esplosivi delle navi che cercano petrolio e gas sui fondali marini (dall'eco di ritorno capiscono se ci sono giacimenti) con la devastante tecnica airgun», attacca Giuseppe Notarbartolo di Sciara, 61 anni, veneziano d'illustre famiglia d'ufficiali di Marina, famoso ecologo del mare.
«Non ho nulla contro la ricerca del petrolio né contro le esercitazioni militari ma non sopporto l'arroganza di certi "poteri forti" che se ne fregano non solo delle leggi ma anche delle conseguenze drammatiche delle loro azioni». Presidente di Tethys, l'istituto di ricerca non profit per lo studio dei cetacei del Mediterraneo, docente di Conservazione della biodiversità marina all'Università degli Studi di Milano e ideatore di Pelagos (la grande area marina protetta dalle coste italiane alle isole francesi di Hyères) Giuseppe Notarbartolo ha ricevuto l'ennesima brutta notizia. «Tra il 30 novembre e il primo dicembre ben 5 esemplari di zifio, parenti assai più rari dei delfini, sono stati ritrovati morti. Tre nell'isola di Corfù; in Calabria, a Capo Rizzuto, gli altri due: una madre con il suo piccolo! Solo ultimo episodio di una lunghissima serie e punta dell'iceberg: non possiamo sapere quanti muoiono e sprofondano in alto mare». Chi sono mai questi poveri zifii? Spiega lo scienziato: «La cetofauna del Mediterraneo, assai ridotta rispetto a quella del Nord Atlantico, comprende 8 specie "regolari", ossia di esemplari che abitualmente avvistiamo in mare o ritroviamo spiaggiate. Tra queste specie - oltre alla balenottera comune, alla stenella striata, al delfino comune etc. - c'è lo zifio. Da adulto misura anche più di 6 metri; è assai difficile da avvistare perché, a differenza dei delfini che amano stare in branco, è guardingo, schivo. Vive in piccoli gruppi e s'immerge a profondità spaventose». Vere bombe sonore, traumi e lesioni all'udito, il racconto di Notarbartolo sulla fine di questi affascinanti mammiferi è da brivido. «Alcune specie sono molto sensibili al rumore. Colpiti dai suoni vanno in panico; emergono in maniera scorretta e muoiono per un embolo».
Non bastavano inquinamento, degrado, pesca eccessiva (“Già i capodogli sono stati massacrati dalle reti per la ·pesca del pesce spada”). Ora, è il j'accuse di Notarbartolo, c'è anche una corsa all'oro nero senza regole, ennesimo insulto al fragile e prezioso ambiente marino mediterraneo. «La fame di petrolio ha scatenato ricerche nelle acque più profonde. I governi, compreso quello italiano, hanno dato un'enorme quantità di permessi senza adeguate valutazioni dell'impatto di queste attività sulla fauna manna più vulnerabile. Tutti i nostri mari, dall'Adriatico al Mar Ligure, sono tappezzati di concessioni a compagnie (soprattutto del Nord Europa) che hanno navi specializzate in queste ricerche. Le prime vittime sono i cetacei. Avanti così, cambierà il Mediterraneo con effetti inimmaginabili». Notarbartolo che, grazie a sofisticati idromicrofoni, ha persino registrato le vocalizzazioni dei suoi amati cetacei (“Le balenottere emettono muggiti a bassissima frequenza; i capodogli battiti simili a quelli di un martello sull'incudine”) sostiene che, oltretutto, questo massacro si potrebbe evitare. Niente estremismi animalisti, solo buon senso. «Il mare dovrebbe essere un territorio nel quale pianificare attività e usare tecnologie nel rispetto dell'ambiente. Sappiamo, per esempio, che ci sono zone e stagioni più vulnerabili per i cetacei. Ma l’insensibilità di certe istituzioni e la tracotanza dei poteri economici rischiano di uccidere con la biodiversità la vera ricchezza del nostro Mediterraneo».
Chiara Beria di Argentine
La Stampa, 10 dicembre 2011
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03 December 2011
The "triple trouble" oceans are facing

The health of the ocean is relevant to every one of us on our planet; scientists are concerned about how the three stressors – ocean warming, acidification and deoxygenation – produce a very worrying combination which threatens the ocean and everything it provides us.
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01 December 2011
Helping scientists to classify whale calls - from the website. Classificare i suoni dei cetacei assieme ai ricercatori - su web
Zooniverse, by Scientific American, is home to the internet's largest and most popular citizen science projects, addressing research in the fields of space, climate, history. Among other, you can help researchers categorizing the calls of killer whales and pilot whales directly on the website.
The increasing number of acoustic recordings and the large call repertoire make it very difficult for scientists to go through the data. A single person would take months, and the outcome would still depend on a single persons’ interpretation.
So, everybody can help to classify the sounds that whales make, into distinct groupings. For example, in orcas there are over 150 identified types of call. Every time you match a pair of orca calls, you're casting a vote for those two calls to be considered 'similar'. With many people listening to each sound and casting a vote, researchers can build up a map of those calls that are more or less alike, to find patterns and groupings. Learning how whales communicate with each other will help addressing questions as: how well do different judgements agree, how well is it possible to categorize those calls, how large is the call repertoire of pilot whales, is size repertoire sign of intelligence, does this repertoire change during sonar transmissions? M.J.
ITA Zooinverse, della nota rivista "Scientific American", è un sito che consente di partecipare a una ricerca scientifica nei campi dello spazio, del clima, della storia e, per quanto riguarda la biologia, dell'acustica dei cetacei. Quest'ultimo progetto prevede di classificare le vocalizzazioni delle orche e dei globicefali.
Si tratta di specie che hanno un repertorio acustico estremamente vasto e di cui sono disponibili una enorme quantità di registrazioni - tanto che una singola persona impiegherebbe mesi, senza contare che si trattarebbe sempre di un giudizio del tutto individuale. Per questo i ricercatori hanno predisposto una pagina dove chiunque può ascoltare dei suoni e accoppiarli a quello che ritiene più simile. Un numero elevato di tali abbinamenti permette poi di individuare schemi e raggruppamenti. Tra le domande a cui i ricercatori vogliono dare una risposta: quanto corrispondono giudizi di persone diverse, è possibile stabilire delle categorie di suoni, quanto ampio è il repertorio acustico dei globicefali (molto meno conosciuti da questo punto di vista rispetto alle orche). E ancora: un repertorio vasto di vocalizzazioni è segno di intelligenza? I suoni dei cetacei cambiano in presenza di sonar? Maddalena Jahoda
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29 November 2011
The key role of krill featured in Happy Feet Two

Two of Hollywood’s biggest names portraying the smallest actors in one of the world’s most pristine ocean ecosystems is perfect timing. While still primarily a tale about Emperor Penguins, Happy Feet Two, just released in theaters, also features elephant seals, leopard seals, and most importantly, krill, which is voiced by Matt Damon and Brad Pitt.
Krill plays an important role in the Antarctic food web and is the primary food source for whales and seals in the Southern Ocean - in addition to the penguins of Happy Feet. Recently, demand for these crustaceans has increased as they are being used as feed for industrially farmed fish. This overfishing, in addition to sea-ice loss, threaten to destroy stocks in key feeding areas for penguins, seals and whales .
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24 November 2011
Don't send X'mas cards, send a whale!
To be friends with no less than a whale is definitely an unusual proposal provided by Tethys with the aim of giving anyone the opportunity to contribute to cetacean research and marine environment conservation.
You can choose the “friendship” of a sperm whale in the Sanctuary, whether for yourself or as a gift, from one of six individuals. The individual you choose is recognisable from the fluke and from the particular pigmentation on the skin. The certificate will be sent by email and the cost is 5 euro.
Some of the individuals have been known to researchers for more than ten years during which time information has patiently been collected. “Friends” will have access to current information and future updates on new sightings. Nevertheless, this gift considerably contributes to the conservation of the animals and their environment.
All the details on Tethys' website
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Non spedire cartoline, manda un capodoglio!
Fare "amicizia" con un capodoglio: questa è la proposta di Tethys per le feste, con l'intento di dare la possibilità a tutti di contribuire alla ricerca sui cetacei e alla conservazione dell'ambiente marino. Come è noto l'istituto è dedicato esclusivamente alla ricerca finalizzata alla tutela degli animali e del loro ambiente e, in linea con questo, propone un modo originale per fare gli auguri agli amici, aiutando nel contempo gli animali e il loro ambiente.
Chi vuole l'"amicizia" di un capodoglio del Santuario può scegliere - per sé o come regalo - tra sei individui, riconoscibili dalla coda e dalla particolare pigmentazione sulla pelle; il costo è di 5 euro, l’invio del materiale è per email. Alcuni degli individui sono noti da oltre dieci anni, durante i quali i ricercatori hanno pazientemente raccolto informazioni; su questi animali gli "amici" potranno, anche in futuro, tenersi aggiornati, in occasione di nuovi avvistamenti.
Si fa in un attimo sul sito di Tethys
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23 November 2011
Cetaceans suggest a new techinque for evolutionary biologists

Fossil records are the only direct evidence scientists have about the history of species diversity, but it can be full of holes or even missing, for certain organisms. The only hope in such cases is to infer historical diversity from modern DNA sequences, but such techniques provide incorrect results.
University of Pennsylvania evolutionary biologists have resolved this long-standing paleontological problem by reconciling the fossil record of species diversity with modern DNA samples, and the key to the new techinque were cetaceans: whales and dolphins are ideal for testing ideas about evolutionary diversification, as their fossil record is especially clear. M.J.
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EC proposes full ban on shark finning at sea. - La CE per eliminare il finning

Two days ago the European Commission in Brussels proposed today to forbid, with no exemptions, the practice of 'shark finning' aboard fishing vessels. Shark finning is the practice of cutting off the fins of sharks – often while they are still alive - and then throwing back into the sea the shark without its fins. The Commission proposes that from now on, all vessels fishing in EU waters and all EU vessels fishing anywhere in the world will have to land sharks with the fins still attached. To facilitate storage and handling onboard vessels, fishermen will be permitted to slice partly through each fin and fold it against the carcass of the shark. The aim of the new rules is to better protect vulnerable shark populations across the world's oceans.
Today's proposal strengthens the existing EU legislation banning shark finning, which allows by exemption and under certain conditions, to remove fins aboard and to land fins and shark carcasses in different ports. The Commission proposes that this should no longer be possible. As a consequence, EU Member States will no longer be able to issue special fishing permits, so that vessels flying their flag can fin sharks on board.
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ITA
È uscita, due giorni fa a Brussels l’attesa Proposta da parte della Commissione Europea per eliminare le scappatoie presenti nel divieto dell’UE sul finning, l’inutile e crudele pratica che consiste nel tagliare le pinne dello squalo per poi rigettarne il corpo in mare. Si tratta, secondo Shark Alliance di un importante passo avanti nella protezione degli squali.
Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ogni anno, in tutto il mondo, vengono tagliate le pinne a milioni di squali. Il Regolamento dell’UE, adottato nel 2003 e ancora vigente, risulta troppo indulgente e consente di fatto che tale pratica non venga scoperta o rimanga impunita. La Proposta, se adottata dal Parlamento e dal Consiglio dei Ministri europei, assicurerebbe che tutti gli squali catturati da pescherecci europei o in acque europee vengano sbarcati con le pinne ancora attaccate al corpo. Ambientalisti e scienziati hanno raccomandato questa politica come lo strumento più sicuro ed efficace per rafforzare concretamente il divieto sul finning.
Di più sull'argomento nel blog
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14 November 2011
Flip Nicklin, the whales' photographer
Flip Nicklin is one of the most famous photographers of cetaceans: he and his father Chuck have probably pictured more than anyone else. Here is the story about a pioneer of undewater photography.
read the article
ITA Un articolo su Flip Nicklin, uno dei più famosi fotografi di cetacei del mondo, autentico pioniere in questo campo, assieme al padre Chuck.
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08 November 2011
Quel che fa la differenza...

"Abbiamo il capodoglio".
Sento la voce compiaciuta di Sabina mentre guardo il mare con il binocolo, mi giro e vedo la sua espressione soddisfatta, mentre mi sembra di leggere una scritta scorrevole sulla sua fronte che dice "eh eh, sorpreso, vero? Io lo so già per certo, tra poco lo vedremo".
Me lo aveva spiegato: loro hanno l'idrofono, l'idrofono fa la differenza.
È un lungo tubo di plastica come quello per annaffiare il giardino (almeno, questo è l'aspetto) che però ha dentro una lunga reticella arancione e altri corpi sensibili; è attaccato a un cavo lungo duecento metri ed è trascinato in acqua, a poppa.
Mi hanno mostrato sui monitor, nel caldo e piccolissimo ufficio informatico, quello che l'idrofono racconta, ed è una meraviglia della ragione.
In breve, il capodoglio annuncia la sua presenza con suoni vari, i più caratteristici dei quali sono i "clicks". Alle orecchie delle ricercatrici questi suoni raccontano un sacco di cose su quello che sta facendo il mirabile organismo e su quanto è lontano.
Ma quello che più mi ha colpito è quel che succede quando, dopo una lunga sequenza con variazioni, le Tetidi annunciano "Coda! ha fatto coda!" e sfrecciano per la barca inseguendo compiti precisi.
"Coda" è una sequenza precisa di clicks, per loro ben riconoscibile: è come se il capodoglio dicesse (probabilmente lo dice ai compagni) "Bene, io salgo".
Ora siamo chiamati a scrutare una fetta di mare, perché si sa che lui sta arrivando, emergerà in pochi minuti ma non si sa dove sbucherà.
Ecco, tutti sono pronti e silenziosi, e sperano - io lo speravo - di essere il primo ad avvistarlo. Minuti, lunghi sospesi minuti, silenzio assoluto. Minuti che segnano, evidentemente: ci ripenso spesso, sorpreso della persistenza e della intensità del ricordo.
"Ore sei!" grida una voce, vuol dire a poppa, tutti si girano, ma dov'è, non lo vedo, le ragazze di nuovo sfrecciano e hanno in mano macchine fotografiche con lunghi obiettivi, ecco! Lo vedo anch'io, un enorme tronco semisommerso che luccica con violenza nel binocolo, il famoso soffio inclinato - lo sento, sento il respiro -; come è strano, mentre lo guardo so che tra poco se ne andrà e allora cerco di vedere, di vedere più volontariamente del solito, per ricordare.
Mi scuoto perché veniamo dislocati come di consueto, con modi garbati ma fermi, in posizioni che non intralcino le operazioni: lo skipper ha il difficile compito di avvicinarsi all'animale nel modo corretto, che prevede velocità, angolo, esposizione alla luce, distanza e deve poter vedere il mare e le ricercatrici, che lo aiutano con segnali e indicazioni.
Siamo vicini, ora, tutti sono silenziosi; si sente solo il suo respiro, vedo bene il colore e cerco di registrarlo nella memoria, vedo la discontinuità sul dorso dove c'è la cresta del cranio, i grandi corrugamenti della pelle; si gira sul fianco - ecco! - una lunga striscia azzurrino chiarissimo sott'acqua: è la mandibola.
Continuo a guardare sforzandomi di afferrare quanto più posso, mentre sento le raffiche di scatti delle macchine fotografiche.
Più tardi, davanti ai monitor, mi diranno che l'amico è una vecchia conoscenza: Taccone.
Massimo Demma
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06 November 2011
Due filosofi alla rincorsa di capodogli

“Roby se seguiamo l’altro capodoglio finisce che passiamo un’altra notte in mare aperto, forse è meglio rientrare”, urlo da sottocoperta al comandante di "Pelagos", in qualità di responsabile della ricerca. Lui mi guarda scuotendo la testa e senza sentire ragioni immediatamente dirige la prua verso i click dell’individuo che ancora non abbiamo foto-identificato. Torno di corsa ai computer con un sorriso largo 54 denti e ci rimettiamo tutti a “caccia”.
Si sono mai visti degli skipper con cui bisogna insistere per interrompere un avvistamento e rientrare in baia o in porto? Normalmente è il contrario, cioè bisogna discutere a lungo per poter stare in mare.
Conoscevo da tempo Roberto Raineri e Paolo Pinto, titolari della società Flash Vela d’Altura, ed entrambi aspettavamo un’occasione per collaborare. Arrivò quando dovemmo trovare una nuova piattaforma per le ricerche in Mar Ligure. Mi presentai da loro e dissi: “potreste acquistare una barca per noi?” Dopo qualche attimo di sconcerto accettarono di buon grado l’idea e cominciammo insieme a cercare quella adatta ai nostri scopi. Dopo aver visionato alcune imbarcazioni, salimmo a bordo di un motor-sailer di 21 metri in vendita da qualche mese. Fu una sorta di folgorazione! Capii subito che sarebbe stata perfetta per noi, sarebbe bastato aggiungere qualche posto letto, approntare una zona per gli avvistamenti e fare qualche altra modifica qua e là. Credo di essermi comportata in quell’occasione alla stregua di una bimba capricciosa che urla: “Voglio solo questa!” E fui accontentata.
Da sei anni Roberto e Paolo, entrambi provenienti da studi filosofici, non solo ci consentono di solcare in sicurezza le acque del Santuario sulla loro imbarcazione e di avvicinare i cetacei in modo da poter effettuare le diverse tipologie di raccolta dati, ma ci aiutano giorno dopo giorno a decidere le rotte, a rendere omogeneo lo sforzo (un accorgimento tecnico, che servirà poi per elaborare correttamente determinati dati scientifici), a trovare gli animali, a gestire le relazioni con i partecipanti alle nostre crociere di ricerca, a risolvere i quotidiani problemi logistici, e con noi condividono i rischi della copertura degli onerosi costi del monitoraggio in mare.
L’uno con la calma e la ponderatezza che gli conferiscono i natali liguri, l’altro con una straordinaria carica vitale e la tipica simpatia napoletana, vengono da tutti noi definiti i comandanti, ma nella realtà rappresentano ben di più: sono parte integrante e fondamentale dello staff del CSR. Grazie Paolo e Roby!
Sabina Airoldi
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