18 December 2012

Noise under the sea





“What quiet, what silence, what peace!” Prof. Pierre Aronnax exclaimed in Jules Verne’s “Twenty Thousand Leagues Under the Sea" when Captain Nemo took the submarine down to a depth of 150 feet. That was 1870; today things have dramatically changed and the ocean depths have become a noisy place because of military sonar blasts, air guns used in oil and gas exploration, and the intense traffic of commercial ships. The rising clamor is particularly dangerous to whales, which depend on their acute hearing to communicate and to locate food.
A new project by the National Oceanic and Atmospheric Administration seeks to document human-made noises in the ocean and transform the results into the world’s first large sound map. The project’s goal is to better understand the cacophony’s nature and its impact on sea mammals as a way to build the case for reductions.

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Ventimila rumori sotto i mari
"Che pace, che silenzio" esclama il professor Aronnax nelle "Ventimila leghe sotto i mari" di Jules Verne quando il capitano Nemo porta il sottomarino a 45 metri sotto la superficie. Era il 1870; oggi le cose sono drammaticamente cambiate e gli abissi sono posti estremamanete rumorosi. Tra le cause, i sonar militari, le prospezioni sismiche per la ricerca di greggio e di gas, l'intenso traffico commerciale. E questo fracasso crescente è particolarmente pericoloso per i cetacei, che dai suoni dipendono per comunicare e per trovare cibo.
Un nuovo progetto della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) vuole documentare il rumore di origine umana negli oceani con la stesura della prima grande mappa globale del suono. L'obiettivo è di conoscere meglio la natura di questa cacofonia e il relativo impatto sui mammiferi marini come primo passo verso una sua riduzione.

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