02 May 2013

THE BLOG HAS BEEN MOVED - IL BLOG SI SPOSTA

Please note: Tethys' blog is now part of the new web site. Please, visit us! Thank you.


Attenzione: il blog di Tethys è stato spostato all'interno del nuovo sito web di Tethys. Anche se per ora i testi del sito vero e proprio sono solo in inglese, il blog continua ad avere notizie sia in inglese che in italiano. Prevediamo di pubblicare al più presto le pagine in italiano e, di conseguenza, anche un blog interamente nella nostra lingua. Seguiteci!
Grazie

24 April 2013

Tethys' brand new website is online!

Tethys' website has been completely renewed; especially informations about expeditions open to volunteers have been updated. Please find also a few new pages, like:
field courses
science students
accommodation
What is citizen science?

Details about the research (techniques, projects, publications etc) and conservation can be found as well.
Please note that Tethys' blog will also be moved to the new site in a few days.

Enjoy Tethys' website

Il nuovo sito di Tethys è in rete!

Il nostro sito è stato completamente rinnovato; in particolare le informazioni sulle spedizioni aperte ai volontari sono state aggiornate. Troverete, tra l'altro, anche alcune pagine nuove, come:

field courses  i corsi sul campo
science students la pagina per gli studenti
accommodation la sistemazione a bordo
What is citizen science? la scienza fatta dai cittadini

Si trovano sotto un menu dedicato anche tutti i dettagli sulla ricerca (le tecniche, i vari progetti, le pubblicazioni ecc) e sulle azioni di conservazione.
Per ora i testi sono in inglese, ma è prevista anche la versione in italiano a breve.
Attenzione: anche il blog passerà al nuovo sito tra breve.

Buona lettura del nuovo sito Tethys

21 April 2013

Benvenuto Gioele Orlando


Ancora un "nuovo arrivo" nel team di Tethys: il 28 marzo è nato Gioele Orlando, figlio della nostra Francesca Zardin; da tutti noi i più calorosi auguri!

17 April 2013

Partono le crociere e si parla di noi

A poche settimane dall'inizio delle spedizioni di citizen science nel Santuario Pelagos, i giornali parlano di noi. Ecco tre articoli su note testate che raccontano come e perché partecipare a una crociera a fianco dei ricercatori. Una vacanza con un significato in termini di conoscenza e di tutela di balene e delfini: tutti possono partecipare, anche chi non ha conoscenze né esperienze specifiche.
Ricordiamo anche che quest'anno, per venire incontro a tutti gli appassionati nonostante la crisi, i prezzi sono stati ribassati dal 10 al 15%.
Leggi l'articolo su Il Giornale.it
Leggi l'articolo su Bella.it
Leggi l'articolo su Vegfashion ("femminile" per Vegane metropolitane)

Crowdfunding per i cetacei spiegato in video

In USA lo ha utilizzato anche il Presidente Obama per finanziare la campagna elettorale e tra i ricercatori è un metodo largamente usato; in Italia il crowdfunding è una novità, lanciata recentemente dalla Banca Interprovinciale di Modena. E, come già annunciato, il progetto di Tethys "Dove mangiano le balene" è stato il primo selezionato.
Diversi video sono stati realizzati in occasione delle presentazione e trasmessi nei notiziari televisivi.
Eccone una selezione:

"Promo" del progetto
Presentazione del progetto da parte di Sabina Airoldi di Tethys
Servizio di TRC - TG più
Servizio di Telesanterno

Ricordiamo che bastano anche solo 10 euro per contribuire alla realizzazione di un progetto di ricerca finalizzato
a tutelare il patrimonio naturalistico del Mediterraneo, in particolare le balenottere e i capodogli.
Per contribuire



10 April 2013

Balene, tartarughe e squali a Venezia

Sabato prossimo, 13 aprile, il Museo di Storia Naturale di Venezia organizzerà la giornata su "i grandi abitanti del mare" con conferenze su:
 - Le balene della porta accanto, Maddalena Jahoda (Tethys) ore 10.30;
 - Le tartarughe marine: presenze discrete del nostro mare, Nicola Novarini (Museo di Storia Naturale) ore 15.30; e a seguire:
- Hai visto uno squalo? Dai giganti ai piccoli squali, la scienza fatta dai cittadini, Eleonora de Sabata (MedSharks).
Inoltre gli esperti saranno a disposizione per rispondere alle curiosità del pubblico sul riconoscimento, le abitudini di vita e i progetti di tutela relativi a grandi abitanti del mare. Per l’occasione, il museo ospita la mostra itinerante Sharklife realizzata nell’ambito di un progetto di ricerca e salvaguardia di squali e razze. Per ragazzi da 7 agli 11 anni sono previsti laboratori tematici sia di mattina che di pomeriggio (da prenotare allo 041.2750206).
Tethys sarà presente anche con una postazione informativa con slideshow, filmati e materiale sulle crociere di citizen science.
Per ulteriori informazioni

27 March 2013

Le balene selezionate per il primo crowfunding di Com-Unity!




E' stato il progetto di Tethys "Dove mangiano le balene" il primo a essere selezionato per l'iniziativa di crowdfunding del portale Com-Unity della Banca Interprovinciale di Modena.
Crowdfunding significa letteralmente "finanziamento da parte della folla", ovvero progetto sponsorizzato dal pubblico.
Com-Unity nasce infatti proprio per selezionare idee vincenti, investire sulle persone e sostenere i progetti più innovativi. Così chiunque, con un piccolo gesto, può contribuire alla realizzazione di qualcosa di valido che altrimenti non avrebbe l'opportunità di essere realizzato. In questo modo sono le persone a decidere, con un contributo anche minimo, quali idee vale la pena promuovere e quali sono le iniziative che meritano di essere supportate.
Se finanziato, il progetto "Dove mangiano le balene", consentirà l'individuazione dei siti di alimentazione del capodoglio e della balenottera comune del Santuario Pelagos, cioè di quelle aree "critiche" assolutamente essenziali alla sopravvivenza delle popolazioni di cetacei del Mediterraneo. Questo è, come si sa, un primo fondamentale passo per una protezione speciale delle due specie.
In cosa si differenzia questa piattaforma di Crowdfunding da altre simili? Innanzitutto la presenza di un comitato etico (composto fra gli altri dal Rettore dell’Università di Bologna e dall’ex Presidente del Tribunale di Modena), che assicura la trasparenza dell’iniziativa e l’indipendenza rispetto all’organizzazione bancaria; è previsto inoltre un business coach che affianca i proponenti dei progetti; ma soprattutto, a garanzia della massima correttezza, se non si dovesse raggiungere la somma necessaria per l’avvio del progetto, Banca Interprovinciale restituirà tutti i soldi ai donatori.
Presentato lo scorso 21 marzo a Modena da Sabina Airoldi, direttore del programma di monitoraggio sui cetacei che Tethys conduce in mar Ligure da oltre 23 anni, il progetto è ora sul web, in attesa dei vostri contributi.
Bastano anche solo 10 euro; per chi invece donerà un po' di più è previsto un piccolo omaggio. Grazie per il vostro aiuto!





13 March 2013

A (unusual) sighting of a humpback whale in the Mediterranean

Yesterday, while looking for fin whales, we saw a young humpback whale, approx. 8-9-meters long, 20 km south east of the Island. The whale appeared to be swimming in a relaxed way and we recorded several episodes of surface feeding. We followed the whales for an hour and a half, while slowly moving towards the west. After talking with the personnel of the local Marine Protected Area Isole Pelagie and the fishermen, no other records of such species have been reported around the island.
Humpback whales have been reported 10 times since 2009 in the Mediterranean Sea, including this sighting, 2 strandings and 8 sightings at sea.
This project - funded by the Italian Ministry of the Environment - is a collaboration between the International Whaling Commission and the Tethys Research Institute, with the support of the Società Cooperativa Sesto Continente, working for the MPA Isole Pelagie.
                                                                  Simone Panigada

Sorpresa: megattera al largo di Lampedusa


Un avvistamento del tutto inaspettato ha sorpreso ieri il gruppo di ricercatori che stanno svolgendo degli studi sui cetacei al largo dell'isola di Lampedusa: è stata infatti documentata la presenza di una megattera Megaptera novaeangliae - una "balena" fino ad oggi considerata inconsueta nel Mediterraneo; è una specie frequente per esempio alle Hawaii o in Australia, che però non vive normalmente nei nostri mari.
Autori dello straordinario avvistamento sono gli studiosi di Tethys che, assieme all'Area Marina Protetta Isole Pelagie e all'International Whaling Commission (IWC) stanno conducendo ricerche sulle balenottere comuni che in questa stagione vengono ad alimentarsi nelle acque intorno all'isola, grazie a un finanziamento del Ministero dell’Ambiente.
La sorpresa risale alle 8 di ieri mattina, quando una giovane megattera, lunga non più di 8-9 metri (contro i 14-15 degli adulti) viene avvistata a circa venti chilometri a est sud-est dell’isola di Lampedusa, verso la secca di Levante. L'animale nuotava tranquillo mangiando in superficie; la zona infatti è nota per l’abbondanza, in questo periodo, di  grandi sciami di krill -  gamberetti della specie Nyctiphanes couchii, e che si possono osservare sulla superficie dell’acqua.
Il cetaceo è stata seguito per circa un’ora e mezza, durante la quale è stato "foto-identificato", cioè sono state riprese quelle parti, come la tipiche chiazze bianche e nere sulla parte inferiore della coda, o la pinna dorsale, che consentono di riconoscere l'individuo ed eventualmente confrontarlo con altri avvistati.
Considerata visitatrice occasionale in Mediterraneo, negli ultimi quattro anni la megattera tuttavia è stata osservata ben 10 volte, in Spagna, Francia, Liguria, Toscana, e perfino in Adriatico. Due mesi fa la carcassa di un esemplare è arrivata in spiaggia nei pressi di Sirte, in Libia. È un segno che qualcosa sta cambiando nell'equilibrio dei nostri mari, o c'è solo maggior attenzione a fenomeni che un tempo sarebbero passati inosservati? A queste e ad altre domande, sempre finalizzate alla conservazione delle specie e del loro ambiente, i ricercatori cercano di dare delle risposte.
                                                                           Maddalena Jahoda




A humpback whale in the Mediterranean
 A young humpback whale has been spotted yesterday in the waters surrounding the island of Lampedusa by a team of Tethys Research Institute while doing a research on fin whales. The species is not resident in the Mediterranean and thus represents a relatively rare sighting.

12 March 2013

Moria di stenelle in Tirreno: il biologo indaga

Spesso gli avvenimenti fanno notizia sui media solo in un primo momento e quando poi si "cronicizzano" più nessuno ne parla. Fortunatamente non è il caso della morìa di delfini nel Tirreno di cui  Giuseppe Notarbartolo ha scritto di recente su "Il fatto quotidiano". Purtroppo il preoccupante fenomeno sta continuando, ma almeno  se ne parla ancora. E' uscito infatti da pochissimo un secondo post, sempre a firma del Presidente di Tethys, che a distanza di un mese si chiede: possiamo dire qualcosa di più?
Il fenomeno è lungi dall'essere esaurito e anche dall'essere compreso pienamente ma, se non altro, si possono ora fare diverse interessanti considerazioni...
Leggi l'articolo

05 March 2013

New video about the Ionian Dolphin Project

Tethys' long term project about coastal dolphins in Greece, eastern Ionian Sea, the Ionian Dolphin Project, is featured in a brand new video. It has been produced last summer with the support of our friends of OceanCare. The author of the 8 min-video is Jens Kramer from designarmada.de. Jens did a great job to paste the essence of the work carried out for the last two decades, by means of his GoPro camera. 

Watch the video

Un nuovo video sul Ionian Dolphin Project

Il progetto a lungo termine di Tethys noto come Ionian Dolphin Project, che si occupa dei delfini costieri nel mar Ionio orientale, in Grecia, viene descritto in un nuovo video, realizzato l'estate scorsa con l'aiuto degli amici di OceanCare. L'autore del filmato di circa 8 minuti, è Jens Kramer, di designarmada.de. Jens è riuscito, con lasua  videocamera GoPro, a rendere l'essenza del lavoro svolto dai ricercatori negli ultimi 20 anni.

04 March 2013

Benvenute Nerea e Giorgia

Ben due "nuovi arrivi", recentemente, nel team di Tethys: è nata in febbraio Nerea, la figlia di Eva Carpinelli, nostra collaboratrice da molti anni; e pochi giorni fa è nata Giorgia, la  secondogenita di Stefano Agazzi, anch'egli ricercatore ed ex membro del Consiglio Direttivo.
A Nerea e a Giorgia il nostro più caloroso benvenuto!

28 February 2013

Smart nets and public awareness to save the seas

Although the European Parliament recently voted to support sustainable fisheries, a worldwide distruction is happening to the seas because of overexploitation by the fishing industry: around 50% of all fish caught is still be thrown back in the sea dead and wasted.
But some good news may be coming from technology: smart nets could possibly filter out fish which would later be discarded and, regarding trawlers, a so called Rollerball net is another promising new arrival: it runs over the seabed on what look like beach-balls instead of dragging heavy gear along the sea bed, destroying much that lies in their path. And last but not least, some changes seem to be happening in the wake of the public awareness.

Two interesting articles discuss the future of our oceans in relation to fisheries:

14 February 2013

Perché la nuova morìa di delfini nei nostri mari

Trenta carcasse ritrovate dalla Toscana alla Sicilia dall'inizio dell'anno, cioè dieci volte la media degli ultimi 25 anni, è il tragico bilancio della più recente morìa di delfini lungo le nostre coste - e in genere i cadaveri che si spiaggiano sono solo una piccola parte del totale. Cosa se ne sa ad oggi e chi se ne sta occupando è l'argomento del più recente articolo di Giuseppe Notarbartolo su "Il fatto Quotidiano".

Leggi l'articolo

Help protect manta rays under CITES!


Manta rays are being targeted for their gill plates, the amazing apparatus that both allow them to breathe and to feed. Their gills are used to make a tonic, which is believed to cure a variety of ailments. However research has found that there is no scientific evidence to back up these claims.
The Manta Trust is now promoting a petition aimed at the conservation of both species of mantas.
If you would like to help, please sign and share its online petition here. To find out what The Manta Trust’s petition is all about and why your signature will really help read on
The petition is specifically targeting the delegates of CITES (the Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) in each of the 177 signatory nations to this convention. CITES is the only international treaty established to protect endangered species that is considered binding on member nations.
Sign the petition



Aiutiamo a tutelare le mante da un inutile e insostenibile massacro!
Le mante sono note in tutto il mondo per la loro carismatica bellezza, sono innocue e spesso curiose nei confronti degli umani. Per questa ragione turisti spendono più di 140 milioni di dollari l'anno per vedere le mante in natura; una importante fonte di guadagno per molti Paesi.
Ma, in netto conflitto con questo, nell'ultimo decennio è emerso in Asia un mercato delle branchie delle mante, impiegate per la preparazione di un "ricostituente". Nonostante questo sia provatamente privo di efficacia sia per la medicina cinese che per la scienza convenzionale, migliaia di mante vengono uccise ogni anno. 

Il Manta Trust sta promuovendo una petizione mirata alla conservazione delle due specie di manta. Chiunque può aiutare, firmando e divulgando la petizione online. A differenza di varie altre petizioni simili, questa è rivolta specificatamente ai delegati CITES, cioè appartenenti all'unico accordo internazionale tra governi deputato alla protezione delle specie in pericolo; è considerato vincolante per le nazioni aderenti. La petizione richiede che durante il prossimo incontro, nel marzo 2013, gli Stati votino per aggiungere le mante alla Appendice II della CITES.
Con una maggioranza di due terzi dei voti il commercio internazionale di mante potrebbe essere controllato, evitando livelli di pesca non sostenibili che mettono a rischio la sopravvivenza di questi animali meravigliosi e di grande valore.
Firma la petizione

08 February 2013

European Parliament votes to stop overfishing

February 6th the European Parliament finally voted to support sustainable fisheries, an issue we have told about many times on Tethys' blog.

Going much further than the Fisheries Council, the European Parliament voted to set an early date to end overfishing and to set a clear target to rebuild depleted fish stocks.
For decades, the European Union has failed to prevent overfishing but with this vote, called a "historic" one by Ocean 2012, an overwhelming majority, 502 vs. 137 members of the European Parliament, called for the restoration of fish stocks by 2020. 
The strenght and diversity of Ocean 2012, combined with the effort of Greenpeace, WWF, Birdlife and Oceana and the popular support (the most recent one being "paint a fish" which produced 23.000 paintings) determined its influence. 
Now the two bodies, the Parliament and Council, must negotiate a compromise, and the coming month will see intense discussions, but a significant step forward is done. 

Lo storico voto del Parlamento europeo per una pesca sostenibile
Lo scorso 6 febbraio il Parlamento europeo ha finalmente votato a supporto di una pesca sostenibile, un argomento di cui ci siamo occupati spesso sul blog di Tethys. Con 502 voti a favore, contro 137, è stato approvato il regolamento base della riforma comune della pesca, una decisione definita "storica" dalle associazioni che maggiormente si sono impegnate in questo senso, tra cui Ocean 2012,  Greenpeace, WWF, Birdlife and Oceana. Non in ultimo ha contato anche il supporto popolare con i 23.000 disegni della più recente campagna "dipingi un pesce", più 150.000 firme raccolte e 30.000 email inviate.

Ora spetta ai ministri della pesca dei vari governi votare a favore di questo regolamento di base: forse ancora una battaglia, ma il primo significativo passo per evitare una "bancarotta" degli oceani è stato compiuto.
Leggi di più:
GreenMe
Class meteo
Ocean2012 (in inglese)

07 February 2013

Non firme ma persone (e cartoni) a tutela degli squali


Non è facile in Italia "difendere" uno squalo. Se già se la passano male delfini, balene e foche, molto più accattivanti agli occhi del pubblico, lanciare una campagna per la tutela di animali che hanno la pessima fama di feroci predatori, può sembrare un'impresa ingrata.
Cionondimeno Tethys ha accolto con entusiasmo l'iniziativa di un gruppo studenti della Yale University intenzionati a lanciare una petizione mondiale per la protezione di squali e mante.
Non tutti sanno che questi animali sono oggi in grave pericolo: la brutale pratica del finning, che consiste nell'amputare le pinne, molto richieste sul mercato, condannando così a una morte lenta e atroce il malcapitato pesce, ha assunto ormai proporzioni drammatiche: qualcosa come 73 milioni di squali massacrati ogni anno. Nemmeno le mante, parenti stretti e - almeno loro- del tutto inoffensivi per l'uomo, si salvano: vengono pescate in massa solo per ricavarne le branchie, utilizzate nella medicina cinese.
Che cosa si può fare, si sono chiesti 
 Leah Meth e Onon Bayasgalan, della Yale School of Forestry and Environmental Studies? Ormai la rete è inondata di petizioni, che spesso lasciano il tempo che trovano; bisognava quindi trovare una nuova forma per manifestare la partecipazione popolare.
L'occasione si è presentata con l'annuncio della prossima riunione del CITES (Convention on the International Trade of Endangered Species), prevista per marzo prossimo. Il gruppo di Yale intende "inondare" la commissione che dovrà decidere non con una mera lista di firme, ma con le foto di tutte le persone che aderiscono all'iniziativa.
Per coinvolgere (anche) le nuove generazioni, sono stati impiegati quattro simpatici personaggi in stile "cartone": lo squalo martello Stanley, e i suoi amici, la manta Reina, lo squalo smeriglio Pierre Porbeagle, e il "pinna bianca" Waqi Whitetip, che rappresentano proprio le quattro specie sulla cui protezione la commissione è chiamata a votare. Le avventure degli amici di Stanley sono anche raccontate in un e-book scaricabile (in inglese) dal sito di Shark Defenders
L'obiettivo, a cui Tethys collabora come partner, è la raccolta di 5000 fotografie di persone ritratte con la sagoma di Stanley, provenienti da tutti i 177 Paesi aderenti alla CITES - tra cui l'Italia.
Possono partecipare ragazzi e adulti, privati e istituzioni: basta stampare la sagoma dello squaletto, ritagliarla e inviare una foto a info@sharkdefenders.com entro il 20 febbraio. Lo squalo Stanley è presente anche su Facebook, e altri social network.
Qui sotto, il buon esempio del Consiglio Direttivo e di altri membri dello staff di Tethys.

26 January 2013

Why don't seal breath before a dive?

Before a long dive, a seal don't take a deep breath but instead it actually blows air out. Nevertheless it can reach dive about 500 meters deep and stay under for over an hour. So, how do marine mammals survive underwater ? 
Enjoy this nice two- minute animation by BBC; it is about an atlantic grey seal, but in cetaceans things work pretty much the same.
Watch the video


Perché le foche non respirano prima di immergersi?
Prima di una immersione una foca non prende un respiro profondo ma, al contrario, espira l'aria dai polmoni. Ciononostante può resistere sott'acqua per oltre un'ora e raggiungere profondità fino a 500 metri. Come fanno quindi i mammiferi marini a sopravvivere in apnea?
La risposta nei due minuti e mezzo di questa bella animazione della BBC;  l'esempio è una foca grigia atlantica, ma il meccanismo è molto simile anche nei cetacei.
Guarda il video (in inglese)

How to maximize the effectiveness of Marine Protected Areas

A short comunication coauthored by Tethys' President Giuseppe Notarbartolo has been published by Aquatic Conservation: marine and freshwater ecosystems.

Integrating pelagic and coastal MPAs into large-scale ecosystem-wide management

Abstract: 1. Marine Protected Areas (MPAs) have gained increasing popularity worldwide as tools for biodiversity conservation and management of human uses. This rise in popularity has been accompanied by an increasing body of scientific papers and books on MPA design and management, the vast majority of which are almost completely focused on coastal or insular MPAs.
2. A small number of MPAs have also been established in the pelagic domain, however, these pelagic sites have been considered in isolation from coastal/insular MPAs, even when the sites are adjacent or nearby. Pelagic and coastal ecosystems are not at all isolated from each other, but interconnected both physically via the flow of water, and biologically, via the movement of organisms.
3. In order to maximize the effectiveness of MPAs, it is suggested that spatial management planning encompass large areas that span both coastal and pelagic domains. This requires integrated, large-scale spatial management, which may extend across borders and thus require international cooperation.

The article is published online by Wiley Online Library; access to the full paper requires membership.

P. Guidetti, G. Notarbartolo di Sciara and T. Agardy, Integrating pelagic and coastal MPAs into large-scale ecosystem-wide management, Aquatic Conserv: Mar. Freshw. Ecosyst. 23: 179–182 (2013)

22 January 2013

Paint a fish and e-mail it to politicians!


Tell the european leaders that you care about restoring fish stocks in european waters by... painting a fish.  This campaign is aimed at educating younger generations in sustainable fisheries. Being timed with the final stages of the reform of Common Fisheries Policy, it is a once in 10 year opportunity to lay the foundations of sustainable fisheries in Europe. All you have to do is paint a fish on the paintafish site (or upload a photo) and email it. A set of educational resources for school teachers is also available. Pain a fish is supported by a range of international organisations, among which are Ocean 2012, Oceana, WWF, Greenpeace.




Dipingi un pesce e mandalo ai politici!
Come contribuire a dire ai leader europei che ci importa che gli stock ittici, ormai pesantemente sovrasfruttati, vengano preservati per le generazioni future? Disegnando un pesce e mandandolo per e-mail. La campagna, che si rivolge principalmente alle nuove generazioni, viene lanciata in concomitanza con le fasi finali della riforma delle regole per la pesca comunitaria, una occasione unica nell'arco di un decennio per gettare le basi di una pesca sostenibile in Europa. 
Basta dipingere un pesce con gli strumenti sul sito di paintafish e spedirlo, sempre attraverso il sito. Sono disponibili anche degli strumenti per insegnanti delle scuole. "Dipingi un pesce" è supportato da una serie di organizzazioni internazionali, tra cui  Ocean 2012, Oceana, WWF, Greenpeace.