12 July 2008

Collisione evitata


Nelle acque del Santuario Pelagos la balenottera comune è la specie di cetaceo che più frequentemente viene collisa dalle grosse imbarcazioni come traghetti, cargo e petroliere. Il problema delle collisioni, che rappresentano nei nostri mari la principale causa di morte per questo misticeto, si acuisce durante l’estate quando la frequenza dei collegamenti marittimi e quindi il numero di traghetti aumenta considerevolmente, proprio nella zona frequentata dalle balenottere per alimentarsi di krill Meganyctiphanes norvegica.

I dati a disposizione di Tethys indicano che nel Mediterraneo, nel periodo compreso tra il 1972 e il 2001, 43 balenottere sono decedute in seguito a una collisione, il che corrisponde a un tasso medio di mortalità di 1,4 animali all’anno. Si tratta tuttavia di un dato parziale che sottostima la portata del problema, dal momento che sono una piccola parte dei casi di mortalità da collisione sono verosimilmente registrati. Inoltre non tutte le balenottere vittime di collisioni muoiono. Circa il 2,5% delle balenottere avvistate durante le nostre ricerche portano i segni di una collisione sul proprio corpo.

Molti di noi hanno incontrato Codamozza, una balenottera il cui lobo sinistro della pinna coudale è stato probabilmente reciso da un’elica, o Bp499 sul cui corpo, vicino alla pinna dorsale, sono presenti grossi tagli trasversali.

Per quanto grandi possano essere questi animali, è praticamente impossibile vederli di fronte alla prua di una grande nave, poichè anche nel momento in cui respirano in superficie le balenottere mostrano solo una minima parte del corpo.

Lo scorso 28 giugno abbiamo avuto modo di osservare la dinamica di un possibile incidente con un esemplare solitario lungo circa dieci metri. L’animale nuotava in superficie in un’area in cui erano presenti una nave cargo, un motoscafo d’altura che si muoveva a elevata velocità e tre traghetti, uno dei quali era in rotta di collisione con la balenottera, a circa 2 miglia nautiche di distanza. Lo skipper di Pelagos - la nostra barca da ricerca - ha subito capito quanto fosse concreto il rischio di una collisione e ha segnalato il pericolo via radio al comandante del traghetto. Questo ha prontamente accostato a dritta in modo da evitare l’animale.

Quanto accaduto mostra come grosse imbarcazioni pesanti migliaia di tonnellate, se avvertite tempestivamente, siano in grado di evitare gli animali con un rapido cambiamento di rotta. L’evento ha stimolato una vivace discussione tra i ricercatori a bordo riguardo alle possibili soluzioni del problema.

Mauro Colla

1 comment:

alessandro said...

ogni tanto una bella notizia, peccato però che quest'anno di balenottere non se ne incontrano molte; o no?