15 June 2008

Ancora cetacei uccisi nelle reti derivanti


Nonostante le 'spadare' siano da tempo illegali, ancora oggi si sente parlare delle vittime di queste reti da pesca derivanti.

Due giorni fa un capodoglio di 12 metri è rimasto intrappolato e ancora oggi starebbe lottando per cercare di liberarsi dall'abbraccio mortale di questa lunga rete.

Il cetaceo si trova al largo di Cetrano sulla costa tirrenica della Calabria e la rete lo avvolge dalla testa fino alla coda. Guardia Costiera, Guardia di Finanza e WWF sono accorsi in aiuto dell’animale, ma le avverse condizioni del mare non hanno consentito di liberarlo.

Questo povero capodoglio è l’infausta evidenza di come questi attrezzi da pesca siano ancora largamente utilizzati, nonostante il divieto. Le spadare sono note come ‘muri della morte’ in quanto qualsiasi animale vi si imbatta ne rimane inevitabilmente ucciso. Concepite per la pesca di pesce spada e tonno, queste reti catturano indistintamente grandi e piccoli cetacei, squali, mobule e tartarughe marine.

L'utilizzo ancora diffusissimo delle spadare in Italia, Francia e Marocco è stato documentato da Oceana grazie a una serie di rapporti dettagliati. WWF e Greenpeace ne denunciano da anni l’insensato impiego, ma tutto ciò non sembra bastare. Un gran numero di stupendi animali del mare, tra cui molte specie a rischio di estinzione, continuano ogni notte a morire per causa nostra.

Silvia Bonizzoni

Foto di Andrea Peiser dal sito Repubblica.it

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Per maggiori informazioni:
Notizia del WWF
Report di Oceana
Le spadare in Italia
Video sulle spadare

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